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Creato da wsaction il 04/02/2008
windsurf in action www.wsaction.com
ola amigos… eccomi nuovamente su wind news… questa volta per segnalarvi un nuovo sito. nato pochi mesi fa www.wsaction.com da un'idea di andrea nesi, funge da album on line dove potete trovare, e volendo scaricare gratuitamente tantissime foto di windsurf.
tutte le foto fatte da andrea e dai suoi amici collaboratori nei vari spot del lazio, sono in alta risoluzione.
nei prossimi mesi troverete anche test di tavole e vele, e utili info sugli spot del lazio, cari windsurfer rifatevi il trucco…. che la prossima uscita potrebbe essere quella buona per finire su: http://www.wsaction.com
http://wsaction.ilcannocchiale.it/
http://wsaction.blog.excite.it/permalink/504839
http://www.windnews.it/2008/01/29/wwwwsactioncom/
http://blog.fuoriditesta.it/wsaction/
http://wsaction.blog.dada.net/
http://blog.nonsolosalento.it/2/index.asp?nomecartella=wsaction&idblog=36
http://wsaction.bloog.it/
http://blog.dgmag.it/foto_video_di_windsurf_action
http://wsaction.soy.es/
http://wsaction.bloggatore.com/note/1112/windsurf-in-action.html
http://www.webirishpub.net/www-wsaction-com-b4162.html
http://www.bdm.it/wsaction/
http://wsaction.spazioblog.it/
http://wsaction.splinder.com/
http://wsaction.freewordpress.it/
http://wsaction.iobloggo.com/
http://blog.alfemminile.com/world/communaute/blog/blogsee__b=280192.html
http://windsurfaction.blogspot.com/
http://wsa.sito.ms
http://wsaction.sito.ms
http://chs.sito.ms
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ULTIMI MESSAGGI |
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Id messaggio: 321 |
19/02/2009 21.51.44 |
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PROVA PINNE AL 360 VATALOGO 2009 Scritto da Roberto Da costa foto Eoberto Da Costa.
Sono ormai nove mesi che faccio parte del team Al 360 e devo dire che, grazie alla disponibilità di C. Francesco, spesso ho la possibilità di provare alcuni dei suoi prodotti migliori. Del boma vi ho parlato ampiamente nel test pubblicato tempo fa.
Questa volta voglio farvi conoscere due delle pinne che Al 360 produce.
Queste appendici sommerse, se utilizzate sulla maggior parte delle tavole di serie ne migliorano sensibilmente le prestazioni, rendendo ogni uscita un vero piacere qualunque sia il vostro livello.
Queste due pinne rappresentano solo una piccola parte del materiale che AL 360 produce nel suo stabilimento Italiano. Sono mesi che le utilizzo e non posso che ritenermi soddisfatto. Nella foto si vedono i due modelli da me utilizzati, il primo è il modello freestyle pro 23 cm, costruita G 10 carbon.
Questa pinna è costruita con i migliori materiali disponibili sul mercato. Tutta la lavorazione viene eseguita con tecnologia cnc system. Dopo la fresatura con la macchina cnc, le pinne vengono rifinite a mano con una cura quasi “maniacale”.
Questa è la pinna da freestyle che utilizzo quasi ogni volta che esco, sia che ci siano condizioni di piatto o onda. Questa pinna non delude mai, regalandomi sempre ottime surfate.
Per essere più preciso abbino questa pinna al mio AB 95 litri che utilizzo con le seguenti misure di vela, 4.5,4.7,5.3 ,e ….udite udite !! 5.9 B.lite con tanto di boma da 182 cm.
La seconda è una pinna wave 20.5 costruita come la freestyle pro con tecnologia cnc system in G10 epoxi, bella e consistente, accoppiata al mio AB plus tidal 76 litri rende ogni surfata un vero piacere. Il particolare flex della parte terminale “tip” dona alla surfata una morbidezza unica che ben si addice alle caratteristiche dal mio wave .
Concludo dicendovi che queste pinne prima di essere mese in produzione vengono testate dai più bravi rider italiani ed internazionali. E’ solo dopo ore di utilizzo nelle più severe condizioni, vengono messe in produzione.
Per tutte le info sui prodotti www.al360.it
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Id messaggio: 298 |
29/11/2008 14.19.12 |
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TEST BASH 4.5 2009 Eseguito da Roberto Da Costa per WSACTION.COMBash 4.5 2009 scritto da Roberto Da costa foto A. Getuli e A.Ragazzi
Eccomi nuovamente on line per un il nuovo test. Questa volta ho testato la nuova Bash 2009, vela wave on shore della challengersails. La misura da me testata è la 4.5, misura che solitamente non fa parte del mio set di vele, ma che come vedremo più avanti si è rivelata una validissima alternativa alla mia K.onda 4.7 …tanto da farmi pensare di cambiare le misure di tutto il set.
Le vele della collezione C:09, prodotte dalla veleria di Senigallia, sono state ridisegnate totalmente da Cesare Cantagalli, il quale le ha rese esteticamente ancora più belle; inoltre, durante tutto l’inverno, le vele sono state provate a fondo dai ragazzi del team nei vari spot italiani ed internazionali. A seguito di ciò sono state apportate delle importanti variazioni a livello strutturale e funzionale su tutti i modelli presenti in catalogo.
Le modifiche più evidenti di quest’anno sono le seguenti: le prime due stecche partendo dalla base della vela rispetto al modello 08, sono più morbide, e di conseguenza ora la vela è meno rigida e meno fisica con vento leggero. E’ stato aumentato il twist della vela, per far si che in condizioni di forte in velatura, le già ottime doti di controllo venissero ulteriormente ottimizzate. Armando la vele ci si rende conto che, applicando una modesta tensione di carica basso, la balumina apre molto di più rispetto al mod 08.
L’aumento del twist della balumina non deve trarre in inganno, il velaio ha lasciato nella parte bassa della vela un minimo di grasso per favorire lo spunto in planata, caratteristica tipica delle vele on shore. Nuovo anche il mono film, che nella collezione 09 non’è più colorato su tutta la vela, la porzione di x-ply colorato è stata ridotta e mantenuta solo nella zona esterna e bassa , donando un piacevole effetto grafico. Nella zona della finestra è stato utilizzato un tipo di x-ply con tramatura più larga e trasparente, questo per favorire la visibilità in manovra .
Anche l’anti break “sempre in termoform” ha subito qualche miglioria, finalmente è stato modificato il sistema di chiusura. Con il modello 09 è scongiurato il rischio di navigare con il paracolpi aperto, che oltre a creare intralcio in virata è brutto esteticamente.
Per testare questa vela ho dovuto macinare qualche km, ma alla fine credo di essere sicuro di questo test al 99%. Lo spot wave prescelto è stato Termoli che, si sa, quando la tramontana soffia bella decisa, regala ottime condizioni side off….ma qui viene il bello!!
Arrivato sullo spot mi sono reso conto che le condizioni non erano proprio side off, il vento era bello deciso, ma la direzione era on shore, e quindi la scelta è caduta proprio sulla Bash 4.5 vela on shore!! La k.onda 5.0-09 che avevo portato come seconda vela da testare, era troppo grande, quindi grazie al vento da mare ho potuto testare ben benino questa 4.5 da wave,.
Per il test ho utilizzato lo short 370 100% Carbon, albero consigliato dalla veleria ed utilizzato anche dal velaio per progettare le nuove Bash, il cui utilizzo garantisce le massime prestazioni della vela. Armare la Bash 09 è un gioco da ragazzi. L’albero scivola nella tasca d’albero senza fare troppo attrito; ciò è possibile grazie alla fettuccia in dacron posizionata internamente alla tasca. Questo piccolo accorgimento preserva la tasca d’albero da strappi causati dal continuo inserimento del l’albero stesso, che spesso con il tempo lacera le cuciture, causando strappi improvvisi proprio alla tasca d’albero.
Una volta finito di armare la vela mi precipito in acqua. La prima sensazione che ho avuto è stata di avere fra le mani una vela bella potente, la mia sensazione è stata confermata dal fatto che i miei amici più magrolini usano vele comprese fra 4.7e le 5.0. Continuo a surfare incurante delle raffiche che fuori dal porto sono ben oltre i 30 nodi. Viro e cerco di surfare qualche onda, convinto che tutta quella potenza non sia proprio il massimo in surfata, ma dopo un paio di bottom turn mi devo ricredere, la vela, nonostante sia potente, mantiene una grande stabilità sia in andatura che in surfata.
Il vento da mare mi ha permesso anche grazie al volume della mia tavola wave “un Ab plus 90 litri Tidal “ di apprezzare tutte le caratteristiche di questa vela on shore. Surfare in back side con la Bash è un gioco da ragazzi, le riserva di potenza che la vela ha è di grande aiuto. In queste condizioni, dove spesso l’onda, se grande, attenua l’intensità del vento stesso, rendendo il surf in back side un po’ difficoltoso. Con questa vela on shore ci si spinge sino al lip dell’onda, chiudendo con facilità anche degli aerial back side degni di nota.
Nei salti la Bash è sempre ben bilanciata ed una volta impostata la manovra si lascia condurre per tutta la rotazione in maniera naturale e senza troppi sforzi. Anche usandola come vela da acqua piatta e vento forte non delude. Il taglio della base ed il boma corto le conferiscono un ottima manovrabilità,unita alla buona velocità che riesce a sprigionare, renderà felici i più smaliziati freeryde, mentre i freestyle più incalliti, la potranno usare senza limitazioni per le loro evoluzioni , anche quelle più radicali.
Consigli per un coretto trim della vela :
Come già in precedenza riportato, per far rendere al meglio la Bash 4.5 09 è opportuno utilizzare l’albero consigliato, lo short 370. Personalmente ho utilizzato il 100%, ma vi garantisco che, anche usando un 65% carbon, sempre short, le prestazioni sono più che ottime. Su questa vela ho provato anche altri alberi di marche diverse. Ho riscontrato che la challenger ha fatto si che le proprie vele possano funzionare anche con alberi di marche diverse: a patto che abbiano la stessa curvatura.
Una volta finito di cazzare il carica basso, montate il boma e regolatelo provvisoriamente, ora cazzate completamente di carica basso fino a che le due stecche sulla penna non si allentano “utilizzate questa configurazione in giornate di vento medio” ora tocca al boma: regolate la bugna cazzandola in modo che la vela non arrivi a toccare il terminale del boma è bene lasciare un pochino di grasso alla vela solo cosi potrà sventare in modo coretto, ma senza esagerare con la tensione
Solo in questo modo le vela potrà twistare liberamente mantenendo sempre il centro velico nella sua posizione ottimale.
Commento by Viking.
Anche il sottoscritto ha avuto modo di provare la Bash 4.5 2009 lo stesso giorno e devo dire che rispetto alle Bash degli anni precedenti, quest'ultima mi ha dato delle sensazioni completamente nuove. Innanzitutto mi è sembrata molto stabile sia in andatura, ma soprattutto in surfata, ove la sensazione di maneggevolezza e fluidità sulle onde è stata quasi totale. Infatti anche se la 4.5 Bash 2009 conferma di essere una ottima vela per condizioni di vento e onda on shore,come del resto tutte quelle della serie, si è rivelata altrettanto valida in condizione off-shore, dove è importante avere una vela che 'non strappi' e che mantenga il suo bilanciamento, evitando così di perdere velocità nei bottom turns.
Anche nei salti e nelle rotazioni la vela rimane piuttosto stabile e neutra, consentendo di chiudere le manovre, seppur non completamente, in assoluta sicurezza. L'abbinamento poi con alberi skinny full carbon, meglio ancora se consigliati dalla casa, è, a mio avviso scelta pressochè obbligata per garantire alla vela una eccellente accelerazione in planata, maneggevolezza e prestazioni in linea, anche in acqua piatta.
I materiali, infine, sono, a differenza di quelli degli anni precedenti, decisamente migliorati sia sotto il profilo della qualità e della robustezza, in particolare le cuciture e il mono film, collocando questo tipo di vela tra le migliori del mercato. Unica pecca, la scelta dei colori, il cui abbinamento non mi ha particolarmente entusiasmato, e che poteva essere sicuramente migliorato.
Misure Bash 2009 4.1 - 4.5 - 4.7 - 5.0 - 5.3 - 5.7
Alberi consigliati per BASH, CHALLENGER SHORT+ 100% e NEEDLE+ 100%.
Per tutte le info sui prodotti Challengersails, ciccate sù www.challengersals.com.
Special Tanks: AB Plus Board AL 360 Boma carbon e pinne,windghear mute.
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Id messaggio: 261 |
12/10/2008 8.22.04 |
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PROVA TAVOLE THOMMEN1 RS 67 e 84 Premetto che fare un test non è mai cosa facile, come giustamente scritto dal mio caro amico Roby “Brazil” Da Costa, e si corre anche il rischio di dare informazioni sbagliate in quanto le valutazioni non possono che essere molto personali; è chiaro quindi che quanto scrivo è frutto della mia piccola esperienza di anziano (!!) regatante, direi poco più che amatoriale, e non pretendo di dare consigli a nessuno, né tantomeno di paragonare tavole dei vari “brands”, soprattutto nell’ambito della categoria delle tavole slalom, la quale di per se è già molto competitiva ed agguerrita.
Iniziamo col dire come le tavole T1 RS 67 e 84 mi sono state consegnate direttamente dall’importatore Thommen1 per l’Italia, il gentile e preparatissimo Andrea Bargi, e che tali tavole, come del resto tutta la nuova produzione Thommen, benché annunciate per il 2008 in realtà sono andate in produzione in ritardo a causa della proverbiale maniacalità per i particolari dello shaper/owner Peter Thommen (chi bazzica il windsurf da almeno 20 anni capisce di chi stò parlando…per gli altri basti dire che se l’accoppiata F2/Dunkerbeck ,insieme o separati, hanno vinto tanto nei passati 15 anni lo devono proprio a questo signore ora Maui resident); pertanto questa che vi presento è la produzione slalom per il 2009.
A TERRA
Grafica molto sobria e carbonio a vista per il logo T1 davanti ai pads posteriori e per le scritte Thommen sui rails…
Le tavole vengono vendute con relative sacche super imbottite e strarifinite, ottime pinne da slalom in G10 (Kai Hopf design), che non devono essere sostituite, e footstraps di prim’ordine; ciò, unito alla costruzione full carbon di cui sotto, determina chiaramente un prezzo di poco superiore agli slalom delle altre case, i quali però necessitano poi dell’acquisto separato di sacca (almeno 70/80 € se buona) e di pinna race seria (nella migliore delle ipotesi altri 250€ vedi Deboichet)…
CARATTERISTICHE
“No bullshit” direbbero gli americani… cioè niente technora o altre diavolerie e schifezze varie che si sentono in giro; le tavole sono 100% carbonio anzi CarboX…in più sono ricoperte di una pellicola chiamata “Revo Skin” che unitamente alle “T stringers”. ovvero stringhe di carbonio sapientemente posizionate nei punti giusti, irrigidiscono ulteriormente la struttura…..ovvero le tavole, grazie al tipo di costruzione composita figlia di un ingegnere guarda caso tricolore, oltre ad essere belle e leggere resistono alla maggior parte delle botte causate dal boma e/o dall’albero; una garanzia di durata in più oltre a quella annuale del costruttore.
Altra innovativa ed esclusiva caratteristica delle T1 riguarda la valvola di pressione interna della tavola…è automatica…cioè non bisogna svitare né avvitare nulla, c’è una membrana interna che fà tutto da sola… Vi assicuro che funziona visto che le tavole le ho portate ad agosto con me a Rodi in aereo e senza che succedesse nulla; per cui scordatevi incidenti e danni dovuti a valvole dimenticate aperte prima di entrate in acqua o, molto peggio, dimenticate chiuse in aereo.
Veniamo ora alla cosa più importante…LA CARENA:
questa e' a V verso prua per poi, gradualmente, a centro tavola, iniziare ad essere concava e diventare biconcava nella zona al di sotto delle straps; finisce poi di nuovo a V in prossimità dei famigerati scalini (onnipresenti sugli slalom) che rendono la poppa più manovriera in strambata lasciando nello stesso tempo maggiore appoggio alla tavola ed un migliore deflusso dell’acqua in andatura.
Tutto ciò permette velocità elevatissime e massimo confort in strambata quando bisogna cercare di aggredire la boa senza lasciare spazio all’interno.
Come preannunciato le tavole da me scelte per le regate slalom dell’anno in corso (se ne possono registrare solo 2 oltre a 4 vele) sono il modello RS 67 (111 litri, lunghezza 239 cm, larghezza 67,5 cm, pinna da 38 cm per vele dalla 6 alla 8 mq.) e il modello RS 84 (133 litri, lunghezza 239, larghezza 84,5 cm, pinna da 48 cm per vele dalla 8
alla 10 mq.)
IN ACQUA
Cosa dire……io sono entusiasta…….con l’RS 67 ho guadagnato puliti puliti almeno 2 nodi di velocità in più sul GPS rispetto alla tavola omologa che utilizzavo prima, e ciò solo dopo poche uscite di prova…..per cui……
Sgombriamo quindi subito il campo da dubbi; queste tavole non sono per un uso freeride (per questo, per gli interessati, ci sono i Cross X o Fast X sempre T1), bensì sono dei veri slalom di razza….basta sfilarli dalle bellissime sacche per capire di avere a che fare con dei veri purosangue…non per nulla sono stati sviluppati insieme al “Capo”, al secolo Bjoern Dunkerbeck…pesano poco e l’outline compatto, quasi morbido ed estremamente armonico tradisce una sensazione di facilità che inganna; basta mettere per la prima volta piede su una delle tavole per capire che il gioco è duro, molto duro, direi quasi serio se non fosse che il nostro è lo sport più bello e divertente del mondo.
La partenza, soprattutto del 67, è bruciante e, in caso di vento limite bastano due pompate e la tavola entra subito in planata quasi sorprendendo il surfer; io le ho provate con venti dai 14 ai 25 nodi a Rodi (Meltemi docet) con acqua piatta o con chop e le mie sensazioni sono sempre state le stesse: velocità altissime verso limiti che non credo di essere riuscito a raggiungere dato il mio livello.
Al traverso sono dei missili e si controllano benissimo con alti standard di confort, al lasco sono mostruose e mostrano tutta la loro tecnicità e fisicità……devo dire che spesso mi sono anche spaventato soprattutto sovrainvelato (me lo leverò mai stò vizio???....), con molto vento e chop paventando catapulte che invece non sono arrivate; le tavole, soprattutto il 67 chiaramente, sono incollate all’acqua e raramente, solo a causa di mie esitazioni in conduzione, si sono imbizzarrite avendo delle pinne notevolissime che funzionano in maniera fantastica (spin out dimenticati del tutto).
Per ciò che riguarda la bolina, andatura di certo non gradita dagli slalom, non ho mai avuto problemi e mi sono sembrate tavole ottime e più che adeguate al compito richiesto, mentre ho notato una buonissima predisposizione a passare eventuali buchi di vento e ciò, chiaramente, in misura maggiore nell’RS84.
In strambata necessitano di una conduzione precisa e pulita, e basta una corretta pressione sul punto giusto del bordo per ottenere il raggio di strambata desiderato uscendo dalla manovra alla medesima velocità d’entrata; lo stesso dicasi per la virata, certo inutile su tali tavole, ma che comunque è risultata facile e veloce…
In definitiva mi sono fatto l’idea di slalom purissimi, senza compromessi, eccezionalmente veloci ed entusiasmanti…..assolutamente da consigliare a tutti quei surfers a cui piace correre sull’acqua ma che nello stesso tempo amano utilizzare un prodotto estremamente tecnico ed all’avanguardia.
Direi pertanto che è stato fatto veramente un ottimo lavoro e non vedo l’ora di provare le tavole alle prossime regate.
A presto.
Cristiano “Cricco” Siringo - ITA512
P.S.: Se mi incontrate in giro non fatevi scrupoli e scroccatemi un paio di bordi….sarà mio piacere farvi provare le Thommen1.
ALTRE MISURE DISPONIBILI (oltre quelle testate):
RS 54 241,5 x 54,5 83 lt pinna 30 cm vele – di 6,5 mq
RS 59 241,5 x 58,5 93 lt pinna 32 cm vele – di 7,2 mq
RS 74 239 x 73,5 123 lt pinna 44 cm vele da 7 a 9,5 mq
Per info sui prodotti 2009 visitate il sito www.thommen1.com, oppure contattate l’importatore italiano Andrea Bargi al cell. 338.1457462.
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